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Pagine di diario del ventennio (inventate ma non troppo)

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Gli intellettuali Giovanni Penna *, professore di scienze al liceo classico ginnasio di Milano, iscritto al partito comunista, rifiuta di prendere la tessera del partito fascista e perde la cattedra. Per evitare il confino si auto esilia in Francia, dove riceve molti attacchi da militanti del Partito Popolare Francese * Personaggio inventato 28/02/37 Mentre andavo a scuola con la mia bicicletta mi fermo come ogni mattina alla solita edicola e compro il giornale. Essendo in anticipo mi fermo a leggerlo su una panchina e il titolo di un articolo mi fa rabbrividire: ‘’Nuovi fondi da parte dell’Italia al Partito Popolare’’. Ho chiuso il giornale, non volevo leggere altro. Mi sento abbandonato, perché i fondi per il partito popolare sono stanziati e quelli per il partito comunista no? Eppure i militanti del partito popolare fanno attentati ad esiliati comunisti e socialisti, noi che facciamo di male? In teoria il governo è co...

O mia diletta luna...

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O MIA DILETTA LUNA… La luna ha incantato i poeti di tutte le epoche. In Leopardi è una presenza assidua, un’interlocutrice preziosa, testimone silenziosa del dolore e della gioia. E’ silenziosa, intatta, eterna, candida, immortale. E’ una presenza amica e consolatrice, a cui il poeta parla con un dialogo muto o appena percettibile. Assieme alla luna, l’altro tema dell’idillio è il ricordo: “eppur mi giova la ricordanza”; è malinconico e sublime nello stesso tempo ricordare il passato, specie nell’età giovanile “quando ancor lungo la speme e breve ha la memoria il corso”. La luna incanta anche tutti noi, così come ci ha incantato e fatto riflettere l’idillio di Leopardi. “Il poeta parla alla luna e si confida con lei come se potesse davvero ascoltarlo e dice che è felice nel ricordare il suo passato. Si esprime in maniera malinconica ma trasmette sensazioni ed emozioni positive. Penso che il poeta vuole far capire l’importanza della vita e dei momenti sia felici che tristi” ...

Globalizzazione:pro o contro?

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DISCORSO SULLA GLOBALIZZAZIONE (pro e contro) Io sostengo i benefici della globalizzazione e lo dico apertamente e in maniera convinta, perché secondo me ci sono più aspetti positivi che negativi. Incominciamo dall’obiezione centrale di chi disprezza la globalizzazione e la ritiene la causa di tutti i mali: dicono che uno degli effetti della globalizzazione è che il divario tra ricchi e poveri è aumentato e aumenterà sempre di più. Ma non è così, perché -sebbene la popolazione negli ultimi decenni sia aumentata moltissimo-   la percentuale di persone che vive in povertà assoluta è diminuita, l’aspettativa di vita è aumentata (una volta la vita durava in media 40 anni!) e il reddito pro-capite è in media molto migliorato. Ed è grazie alla globalizzazione dei commerci che molti paesi si sono sviluppati e hanno delle merci competitive (ad esempio i cosiddetti “BRICS”, cioè Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) La globalizzazione inoltre ha molto giovato al migliorament...

Leopardi, l'infinito e noi

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Il sentimento della nullità di tutte le cose, la insufficienza di tutti i piaceri a riempierci l’animo, e la tendenza nostra verso un infinito che non comprendiamo, forse proviene da una cagione semplicissima, e più materiale che spirituale. L’anima umana (e così tutti gli esseri viventi) desidera sempre essenzialmente, e mira unicamente, benché sotto mille aspetti, al piacere, ossia alla felicità, che considerandola bene, è tutt’uno col piacere. Questo desiderio e questa tendenza non ha limiti, perch’è ingenita o congenita coll’esistenza, e perciò non può aver fine in questo o quel piacere che non può essere infinito, ma solamente termina colla vita. E non ha limiti 1 né per durata né per estensione. (G. Leopardi, Zibaldone, 165-172) La poesia “L’infinito” è stata scritta da Giacomo Leopardi più di duecento anni fa, nel 1819. Il poeta descrive il colle solitario, nei pressi di Recanati, che era in grado di suscitare in lui profonde emozioni. Il colle gli impediva la ...

Qui Africa:si continua a morire

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Le guerre dimenticate QUI AFRICA: SI CONTINUA A MORIRE Camerun, Burundi, Burkina Faso, Repubblica centrale africana, Repubblica democratica del Congo… Onu: 22 persone, tra cui 14 bambini, massacrati in un villaggio del Camerun (18 febbraio 2020); Camerun: arrivano le elezioni ma nel paese dilaga la violenza (11 febbraio 2020), Camerun: due morti in un attacco di Boko Haram nell’estremo nord (4 febbraio 2020). La crisi in Camerun è iniziata nel 2016, prima con proteste pacifiche, poi esplodendo in un vero conflitto tra gruppi armati governativi e ribelli. Si contano più di 450 mila persone sfollate fra cui 800 mila bambini , che n on hanno la possibilità di andare a scuola . Centinaia di villaggi sono stati bruciati, decine di migliaia di persone si nascondono nella boscaglia senza aiuti umanitari e nuovi attacchi sono in atto ogni giorno.   L’ origine della crisi è una divisione linguistica: la minoranza anglofona del nord ovest del Camerun aspira a una maggiore autonomi...

Recensione Viaggio a Kabul

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Viaggio a Kabul è un romanzo per ragazzi  pubblicato da La Spiga nel 2015 e adattato da LeggerMENTE a testo scolastico. È stato scritto da Elisabetta Colonnesi e Serena Galligani, giornaliste e scrittrici di romanzi per ragazzi, che hanno preso spunto dal film Viaggio a Kandahar e dai romanzi “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini e “Essere amiche a Kabul”, di Deborah Rodríguez. Un evento drammatico dell’Afghanistan del periodo talebano fa incontrare tre ragazzi diversissimi per storia, cultura ed educazione. L’afghano Khaled viene invitato dal padre a partire dal suo povero villaggio per Kabul in cerca di una vita migliore; Michele, italiano figlio di un diplomatico, deve raggiungere il padre per le vacanze estive; Jamila, ragazzina bella e ribelle alle regole della Shar’ia, cerca in ogni modo di far cambiare la propria vita. Una presenza rapida ma essenziale è Zamar, un giovane talebano capace di rivedere le sue idee nel nome dell’amicizia e dell’amore. Un altro ...

Libia: terra martoriata dalla continua guerra civile

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Guerra civile in Libia, cosa sta succedendo? LIBIA: TERRA MARTORIATA DALLA CONTINUA GUERRA CIVILE Sarraj e Haftar, origini conflitto, schieramenti e posizione dell’Europa e dell’Italia   In Libia non c’è pace. Dal mese di aprile il conflitto si è riacceso. Ma qual è la situazione? Cerchiamo di fare chiarezza ricordando anche un po’ di fatti storici. La Libia fino alla seconda guerra mondiale è stata una colonia dell’Italia, poi è passata sotto il controllo di Regno Unito e Francia, fino alla sua indipendenza nel 1952. Nacque così il regno di Libia, che però fu abbattuto con un colpo di stato dal colonnello Gheddafi, che ben presto instaurò una vera dittatura. Nel 2011, nell’ambito delle cosiddette “primavere arabe,” che portarono ribellioni civili in molti paesi dell’Africa mediterranea e del Medio Oriente, ci fu la caduta e la morte di Gheddafi. Nel 2012 ci furono le elezioni, che però non portarono affatto alla pacificazione, bensì ad una serie di disordini e ad un su...